lunes, 23 de noviembre de 2009

Arte

Corso di fotografia con Angelo Tondini


Lo scorso weekend (quello del 17 e 18 Gennaio) ho avuto il piacere di partecipare a corso di reportage fotografico tenutosi in Milano città, presso lo Studio “Le Ribelli” da Angelo Tondini.
Trasferitosi da Arezzo a Milano da oltre 30 anni, Angelo Tondini, è un fotogiornalista di fama mondiale (oltre che giornalista e autore di numerosi libri quali “Cuba fine di un mito” e "Il Kamikaze cristiano") e davvero molto conosciuto nel settore della fotografia itinerante mondiale. Basti pensare che all'attivo, in oltre 35 anni di attività, ha visitato 166 Paesi nei 5 continenti. Allievo del grande Art Kane, Angelo ha deciso da tempo di trasmettere la sua esperienza e le sue conoscenze a chiunque voglia cominciare (o approfondire) le proprie nozioni fotografiche.

Con un entusiasmo che lo contraddistingue, Angelo tiene, diverse volte all'anno, dei corsi della durata di un intero weekend, concentrando l'essenza della tecnica fotografica.

Chiariamoci subito (come ha fatto lui stesso all'inizio del corso): non si finisce il weekend diventando dei maestri di fotografia, ma si avranno tutti gli strumenti basilari per portare avanti una passione, un lavoro, o anche solo un divertimento, nella direzione più corretta e con le conoscenze più giuste.

Nel dettaglio: il sabato si sono affrontati argomenti molto ampi, come l'interpretazione della fotografia, la giusta collocazione dei soggetti, la composizione, ma soprattutto (e questo mi interessava di più) "perchè" una fotografia è bella e una è brutta.

Con sorpresa di quasi tutti i circa 20 partecipanti, dopo sabato 17, la visione dello scatto di una fotografia e la sua interpretazione è cambiata in maniera radicale.

Sono state mostrate parecchie fotografie, molte ovviamente scattate da Angelo, ma davvero tante anche di altri maestri della macchina fotografica.

La teoria si è basata su criteri conosciuti o meno conosciuti, molto poi sull'esperienza di un fotografo del livello di Angelo Tondini. Purtroppo sarebbe davvero complicato anche solo accennare a qualcuna delle varie metodologie di interpretazione e critica delle fotograzie in questa sede.

La domenica avrebbe dovuto svolgersi all'aperto. Purtroppo il tempo non ce l'ha permesso, ma è stato possibile tuttavia approfondire l'analisi con foto portate da noi, per capire dove fossero gli errore e dove fosse possibile migliorare la tecnica.

Angelo Tondini non si ferma sicuramente quà! Ogni anno organizza delle "scuole" per il mondo (il prossimo sarà in Bangladesh): viene scelto un paese e un numero limitato di partecipanti può unirsi al gruppo e passare diversi giorni col maestro per seguire dei corsi sul campo in nazioni davvero suggestive. I costi ovviamente sono variabili a seconda delle destinazioni.

Note riguardo lo svolgimento del corso: il tutto è approntato in una location davvero accogliente in zona Fiera di Milano, ci sono stati forniti memorandum, bocchi appunti, penne, caffè, stuzzichini e una gran varietà di bevande. Angelo si è dimostrata persona eccezionalmente disponibile e simpatica (al contrario di molti fotografi anche di dubbia professionalità), pronta a schiogliere ogni dubbio e, sinceramente, gli aneddoti raccontati hanno praticamente incantato tutti i partecipanti.


Il costo del corso è stato di 190 Euro: una cifra davvero irrisoria per un weekend così insteressante.

Scatti di crimini..alla moda!


Si chiama Melanie Pullen, è nata 32 anni fa a New York ma oggi vive a Los Angeles dove frequenta assiduamente, per lavoro, gli archivi della polizia della sua contea. E’ alla ricerca dei crimini più efferati degli ultimi anni 40, che lei ricostruisce minuziosamente sostituendo al posto delle vittime modelle bellissime o attrici, vestite da capo a piedi con abiti e accessori firmati. Di professione fa la fotografa. E parte del suo lavoro, nello specifico il progetto, High Fashion Crime Scenes, è esposto a Milano in questi giorni e vi rimarrà fino al 17 novembre nello spazio Micamera, in via Medardo Rosso. In mostra una serie di scatti raffinati a cavallo tra moda, cronaca e arte, in cui colori fluo si abbinano ad atmosfere gelide o caldissime, inserite in contesti iperrealistici dove il centro di tutto sono immagini femminili, spesso anonime se non nel caso di Rachel Miner e Juliette Lewis, coperte di glamour dalle scarpe di Sergio Rossi a quelle di Prada."Ho cominciato a ricreare scene di delitti per molte ragioni”, ha detto la Pullen, “una di queste è che rappresentano una storia completa: ciascuna è una fotografia perfetta, uno scatto che coglie il momento finale. Se guardi attentamente”, ha continuato l’artista, “ogni scatto racconta sempre una storia. Nel ricreare la scene del crimine ho inserito degli elementi di distrazione, il mio obiettivo”, conclude la fotografa, “era che l’osservatore deviasse lo sguardo, focalizzando l’attenzione sui dettagli e solo in ultimo sul delitto in sé.”

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